Il bracciante e l'alfabeto

di Alessandro Buda

Descrizione

Antonio Gramsci avrebbe scritto che proprio la modernità della politica 'ha più giovato all'alfabetismo [...] di tutte le leggi sull'insegnamento obbligatorio'. E questo perché, sempre secondo Gramsci, certe forme di socialità politica destano «il sentimento vivo del non essere solo individui di una piccola cerchia, di interessi immediati (il comune, la famiglia), ma i cittadini di un mondo più vasto, con altri cittadini del quale bisogna scambiare idee, speranze, dolori.

Analoghe considerazioni a quelle gramsciane ha svolto più di recente Marino Berengo sostenendo uno degli elementi determinanti che, a partire dalla fine dell'Ottocento, accostò strati popolari sempre più ampi alla lettura del libro fu per l'appunto «una coscienza ed una organizzazione di classe». Questo dunque spiega, almeno in parte, perché l'istruzione era più favorevolmente accolta fra le popolazioni bracciantili rispetto a quelle mezzadrili. Non a caso mentre nelle vicine zone mezzadrili del forlivese l'analfabetismo regredisce assai lentamente, nelle aree bracciantili il processo è più marcato.

Certo anche nelle zone bracciantili lo sviluppo della scolarizzazione è presente con luci ed ombre sulle quali si sofferma ampiamente la ricerca. A questa va indubbiamente iscritto il merito di muoversi in un campo quanto mai utile per capire più a fondo i meccanismi dei processi scolastici, quello della memoria e del 'vissuto' scolastico.

S.P.

Contenuti del Volume

  • Lo sviluppo scolastico
  • Un quadro storico
  • L’ordinamento didattico
  • Analfabetismo e scolarizzazione
  • La letteratura educativa per i giovani e per il popolo
  • La forma dell’insegnamento
  • Legislazione ed edilizia scolastica
  • Gli apostoli dell’alfabeto
  • Il maestro Zeno
  • Ernesta Stoppa
  • Il debutto di due maestri

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